
È morto Papa Francesco. Tutti a San Pietro.
Tutti a raccontare qualcosa seza comprenderlo, senza viverlo. Sembrava un giorno di festa, un giorno qualsiasi. L'importante era farsi un selfie, una videochiamata, farsi fotografare o intervistare da una delle infinite troupes televisive presenti.
Sentiamo parlare di una folla commossa e silenziosa. Dal vivo sembrava Pasquetta fuori porta.
In pochi vivevano e comprendevano cosa era accaduto, cosa stava accadendo. In pochi erano li per restituire l'abbraccio di San Pietro.
Non è un caso che negli ultimi anni abbiamo perso per strada la forza del reportage fotografico ovvero raccontare silenziosamente la realtà delle cose senza parole, senza opinioni, senza schieramento politico o religioso. Solo le emozioni e i fatti.
Ma evidentemente i "tempi" non lo chiedono più. Non è più importante comprendere e conoscere per raccontare, è sufficiente dire di essere li in quel giorno, di accompagnare con due righe banali la foto pubblicata identica a mille altre, rilasciare una intervista di circostanza per poi tornare alla propria incoerenza. Non è più importante comprendere il momento e non è più importante documentare il momento. L'importante è esserci.
Anzi... l'importante è far vedere agli altri di esserci. Che cosa poi rappresenti realmente quel momento è del tutto irrilevante.
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