Ordinary Days

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Un tempo sospeso… improvviso, irreale.
Un tempo che si pensava potesse esistere solo nei film dalla sceneggiature un po’ debole o nella narrativa ai limiti tra delirio e fantascienza.
Ma la razza umana è una specie capace di adattarsi a tutto.
Ed ecco che spazi chiusi diventano pieni e spazi aperti diventano vuoti.
Le case ci accolgono… le piazze sono deserte.
Mi mette un senso di angoscia tutto questo vuoto. Ho difficoltà nello scegliere cosa fotografare e cosa ignorare.
Non è paura per un nemico invisibile, ma piuttosto un forte disagio nel vedere una città che non riconosco più.
Già… Roma è deserta. Deserta ma non abbandonata. I continui posti di controllo diventano l’occasione per fare quattro chiacchiere con le forze dell’ordine. Si condividono preoccupazioni, speranze e stati d’animo. Percepisco una realtà differente rispetto a quella raccontata da giornali e televisioni. Il popolo rispetta le regole e chi è deputato a far rispettare le regole predilige prevalentemente un approccio calmo, conciliante… umano. C’è la profonda consapevolezza che è una situazione difficile per tutti.
Difficile anche per i pochi colleghi che incontro. Viene istintivo pensare di continuare quelle rare chiacchierate al bar davanti ad un caffè. Ma non si può… non ci sono bar aperti. È tutto chiuso. Così come è chiuso l’accesso a piazza S. Pietro anche il venerdì Santo. Immerso nel buio e nel silenzio della notte un piccolo e stanco sant’uomo vestito di bianco abbraccia la croce come per caricare su di se tutto il peso e le angosce di quei giorni. È una sensazione che non sono capace di descrivere. Una sensazione che non scorderò più.


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©Max Angeloni - Tutti diritti riservati

Domenica delle Palme Nella ricorrenza che anticipa di una settimana la Pasqua cattolica, due elementi che riassumono lo sun gesto simbolicoPassioneSilenziooccasione d'incontroCheck poinConciliazione Sotto una leggera pioggia la solitaria presenza umana amplifica l’immenso vuotoLa Croce Papa Francesco appare caricarsi del peso della croce, simbolo delle sofferenze del mondoDistanziamento Con il passare del tempo l’essere umano riesce ad abituarsi a tuttoprimo Maggio Una felicità per una festività che anticipa, di pochi giorni, la fine del lock down

C’è però una certezza.
I giorni passeranno. Quelle saracinesche abbassate torneranno a rialzarsi, le chiese vuote torneranno ad accoglierci, le piazze desolate torneranno a colmarsi della gioia di vivere, i monumenti torneranno a condividere la loro bellezza e il colonnato di San Pietro ad abbracciare tutti.
Torneranno quei giorni… rivivremo ancora i nostri ordinary days.

reportage completo su riflessifotografici.com